Modelli evento

Il modello è lo stampo di un processo: lo si definisce una volta, e tutti gli eventi generati da lì si comportano allo stesso modo. È il posto dove si “programma” Qualibus senza scrivere codice.

In breve

Trovare e aprire un modello

Dall’elenco di una classe di eventi, il pulsante Modelli Evento apre i modelli di quella classe. L’elenco mostra numero, descrizione, titolo proposto, ambito, tipologia, comportamento (Normale o Workflow) e se il modello è attivo.

Dal menu … in alto a destra, Stampa QR Code apre l’elenco dei modelli con un nome personalizzato del link impostato (nei Tutti gli eventi raggruppati per classe): spunta quelli che ti servono e scarica un unico documento — PDF o Word — con il QR code e il link di ciascuno. La colonna Avviabile da link (dal selettore delle colonne) mostra quali modelli hanno il link configurato.

Elenco dei modelli evento di una classe
I modelli di una classe. Da qui si apre il modello da modificare, o si duplica per crearne uno nuovo.

Un modello non attivo resta consultabile ma non è più proponibile all’avvio di nuovi eventi: è il modo corretto di “andare in pensione” senza cancellare la storia.

Un modello da cui sono già stati generati eventi, o che un esito di checklist usa per avviare un evento, non si può eliminare: Qualibus lo dice subito con un messaggio rosso, senza chiedere la conferma. In quel caso disattivalo.

Che cosa definisce un modello

SchedaChe cosa imposta
DefinizioneDescrizione del modello, titolo proposto all’evento, classe, ambito, tipologia, responsabile predefinito, comportamento, e gli interruttori Attivo, Avviabile da link (QR code) e Avvio veloce.
OpzioniI comportamenti di dettaglio del processo: numerazione, obbligatorietà, notifiche al personale collegato nei riferimenti.
RiferimentiQuali record vanno collegati, quali sono obbligatori all’avvio, e quali compaiono in Anteprima sul calendario.
Dati personalizzatiI campi da chiedere e quali sono obbligatori all’apertura o alla chiusura. Per combo, calcoli e maschere: Sintassi del campo Valore.
Workflow / DisposizioniI passi del processo. Nei modelli a workflow è il diagramma; in quelli normali l’elenco delle disposizioni previste.
CostiLe classi di costo imputabili agli eventi generati.
DocumentiLa modulistica agganciata al tipo di evento (il modello di report, il piano, il verbale). I segnaposto da usarci dentro: Campi nei modelli documento.
IstruzioniIl testo che guida chi eseguirà i passi: è la voce del sistema di gestione dentro il processo.
Istanze di eventi in corsoGli eventi vivi generati da questo modello — da guardare prima di modificarlo.

Nel modello puoi lasciare vuoti anche i dati personalizzati obbligatori: saranno richiesti nell’evento quando previsto. I valori numerici che inserisci devono rispettare i limiti configurati.

Disegnare il workflow

Nei modelli con comportamento Workflow, la scheda Workflow mostra il percorso come diagramma: un nodo Start, gli step (le disposizioni), un nodo Stop, e le frecce che li uniscono. Ogni freccia porta il nome di un esito: è l’esito scelto alla chiusura di uno step a decidere quale freccia si percorre.

La scheda Workflow di un modello, in sola lettura, con il lucchetto chiuso
Il diagramma in sola lettura. Finché il lucchetto è chiuso si può solo consultare: è la protezione contro le modifiche involontarie a un processo in uso.

Sbloccare la modifica

Il lucchetto in alto a sinistra apre la modifica. Se dal modello sono già nati eventi ancora in corso, Qualibus avvisa prima di procedere:

Avviso: ci sono eventi in attuazione generati da questo modello
L’avviso. Con eventi in attuazione il diagramma si può aprire in sola lettura (consigliato) oppure in modifica con alcune limitazioni. Per modificarlo senza limiti occorre prima chiudere o eliminare gli eventi in corso.

La riga rossa sopra le schede lo ripete a chiare lettere: “Questo modello ha già generato N eventi: le modifiche non li cambiano, ma valgono per quelli futuri. Alcune modifiche strutturali potrebbero essere rifiutate.” È il principio da tenere a mente: gli eventi già avviati proseguono con il percorso che avevano al momento dell’avvio.

Gli strumenti dell’editor

Barra dell'editor del workflow: aggiungi Start, Step, Stop, allinea in fila o in colonna
La barra di modifica. Lucchetto aperto, aggiunta di Start / Step / Stop, allineamento automatico; le frecce della cronologia ripercorrono le modifiche.
ComandoChe cosa fa
+ StartIl punto di partenza del processo. Ce n’è uno.
+ StepAggiunge una disposizione: il passo che qualcuno dovrà eseguire.
+ StopIl punto di arrivo. Ci possono essere più fini (chiusura positiva, abbandono).
Allinea in fila / Allinea in colonnaRiordina automaticamente i nodi: serve a rendere leggibile un diagramma cresciuto disordinatamente.
Frecce Annulla / RipetiPercorrono le modifiche del disegno nella bozza del modello. Il pulsante testuale Ripristina scarta invece tutte le modifiche non salvate: vedi Modificare e salvare.
Salva (in alto)Il diagramma si salva con il Salva del modello, non da solo: finché non lo premi, nulla è definitivo.

Come si costruisce, passo per passo

  1. Apri il lucchetto e, se richiesto, scegli di procedere in modifica.
  2. Aggiungi gli step che compongono il processo, uno per ogni attività che qualcuno dovrà svolgere e chiudere.
  3. Collega i nodi trascinando dal bordo di uno step a quello successivo. Appena creato il collegamento, Qualibus chiede a quale esito corrisponde quella freccia.
  4. Ripeti per ogni esito possibile: da uno stesso step partono tante frecce quanti sono gli esiti che portano altrove (esempio: “Conforme” → verso Stop, “Non conforme” → verso l’azione correttiva).
  5. Doppio clic su uno step per aprirne il dettaglio (sotto). Il testo di step ed esiti non si scrive direttamente sul diagramma: si modifica nel dettaglio.
  6. Allinea il diagramma e premi Salva.
Ogni esito deve avere una strada

Se un esito non porta a nessun nodo, l’evento che lo sceglie resta fermo: nessun passo successivo viene generato. Prima di salvare, ripercorri mentalmente ogni esito di ogni step e verifica che arrivi da qualche parte — anche solo a Stop.

Riconoscere gli step multipli e sistemare i collegamenti

Gli step multipli si riconoscono dal bordo blu e dalla scritta MULTI su una riga separata, sotto il responsabile o l’esecutore. Nell’evento, uno step multiplo corrente mantiene lo sfondo giallo.

Con il lucchetto aperto, fai doppio clic sulla linea, sull'etichetta o sul contorno blu del collegamento selezionato per aprirne il dettaglio.

Per cambiare il lato da cui parte o arriva una linea, apri il lucchetto e fai clic destro sul collegamento: scegli Elemento iniziale o Elemento finale, quindi Alto, Destra, Basso o Sinistra. Il lato attualmente in uso è segnato con la spunta. Gli stessi controlli sono disponibili nel dettaglio del collegamento. Puoi spostare le estremità anche quando la cancellazione è vietata perché il collegamento è già utilizzato: gli step collegati e l’esito rimangono invariati. Conferma le modifiche con Salva del modello.

Il dettaglio di uno step

Pannello Dettaglio step con le schede Dati e Notifiche e il pulsante Checklist
Dettaglio step. Due schede: Dati (cosa è il passo) e Notifiche (chi viene avvisato). Il pulsante Checklist, in cima a Dati, apre in una finestra cosa va verificato.
CampoSignificato
DescrizioneIl testo che l’esecutore vedrà come nome dell’impegno, anche sul calendario. Può occupare più righe, fino a 200 caratteri (ogni a capo ne conta due). Confermando con OK il riquadro dello step si adatta in altezza al testo, anche se lo avevi ingrandito a mano; l’altezza viene salvata con il modello.
Tipo disposizioneLa categoria del passo (Audit, Verifica, Azione…), usata anche nelle analisi.
Orario inizio / fineLa fascia oraria proposta per l’impegno sul calendario.
Tipo esecutoreManuale (si sceglie all’avvio), oppure determinato dal sistema — per esempio la funzione responsabile.
EsecutoreLa persona o la funzione a cui il passo viene assegnato. Assegnare a una funzione è più robusto: se cambia la persona che la ricopre, gli impegni seguono il ruolo.
MultiploIl passo viene generato per più esecutori insieme (tutti devono chiuderlo).
Esiti disposizioneL’elenco degli esiti ammessi alla chiusura. Per ciascun esito si possono chiedere dati personalizzati specifici — per esempio, se l’esito è “Non conforme”, pretendere la descrizione del rilievo. Nella finestra dei dati personalizzati, la casella in testa alla prima colonna seleziona o toglie tutti i campi con un clic; quella accanto al nome di una sezione fa lo stesso per la sola sezione.

La scheda Notifiche configura destinatari e momenti degli avvisi email del MailSender (responsabile, esecutore, proponente, destinatari aggiuntivi, attuazione e scadenze secondo le opzioni). I messaggi interni seguono regole distinte. Il pulsante Checklist in cima alla scheda Dati apre in una finestra la lista di domande da compilare agganciata allo step: OK la conferma nel dettaglio step, il salvataggio resta quello del modello.

Modelli senza workflow

Nei modelli con comportamento Normale non c’è diagramma: le disposizioni sono un elenco con una sequenza. Ogni riga ha gli stessi campi del dettaglio step — descrizione, tipo, esecutore, orari, esiti, check list — ma non c’è un esito che decide il passo successivo: all’avvio dell’evento vengono create tutte, e si chiudono man mano.

È la forma giusta per i processi a lista: un audit per punti norma, un controllo periodico con dieci verifiche, una manutenzione con la sua sequenza di operazioni.

Il pulsante Aggiungi disposizione chiede subito il tipo e aggiunge la riga in fondo. La check list di una disposizione si apre con il pulsante Checklist del dettaglio, con doppio clic sulla riga oppure con la voce Checklist del menu del tasto destro.

Buone pratiche

Messaggi interni ed email del processo

Le impostazioni dei messaggi automatici delle disposizioni regolano gli avvisi email elaborati dal MailSender. I messaggi interni degli eventi dipendono invece dalle regole della tipologia e dei ruoli/ambiti. Attivare un canale non attiva automaticamente l'altro. Per controllare un avviso mancante segui Notifiche automatiche.